Archive for the ‘new media’ Category

Alex Bogusky & il mito del buon selvaggio.

dicembre 8, 2008

Dopo Whopper freakout, Bogusky non si culla sugli allori.
Ecco Whopper Virgins.
L’idea: il Whopper è meglio del BigMac. Punto e basta.
E lui lo dimostra. Per Bogusky, nessuno può essere più credibile di chi non ha mai assaggiato un hamburger. Bisogna chiedere ai Whopper Virgins, in un test secco (condotto da agenzia di ricerche indipendente) sulla bontà. Un morso al Whopper e uno al Big Mac.
Dove trovare i Whopper Virgins? In Transilvania, in Groenlandia e in Tailandia.
Guardate qua.

L'operazione, molto controversa, presta il fianco ad una valangata di polemiche e considerazioni.
Qui,Qui,Qui.
Ma dite la verità, non è geniale?

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Perle ai porci

giugno 27, 2008

Great concept, as usual.
Copywriter: Stefania Siani / Art Director: Federico Pepe

Cannes lions 2008: AbraCabral

giugno 21, 2008


Sono contento:molti dei miei spot preferiti hanno vinto. E’ il caso del cane timido di VW, dell’uomo di cioccolata di Axe, di Skittles e ovviamente del Gorilla. Ci ho preso, peccato non aver scommesso.:)
Mi spiace molto per i film italiani in concorso, soprattutto per Freddy che avrebbe meritato almeno un argento. Peccato davvero.
Alla fine per il grandprix nella categoria Tv c’è stato il pareggio tra il Gorilla e Halo3. Juan Cabral, il miglior copywriter dell’universo conosciuto nonchè direttore creativo di Fallon, quest’anno torna a casa con il grandprix per il Gorilla e con due leoni d’oro, uno per Skoda (la macchina/torta) e uno per Sony Bravia. Che dire? Film come quello del gorilla ti fanno venire la voglia di fare questo mestiere, quelli che dopo aver visto il gorilla ti dicono ” e che cacchio c’entra con la cioccolata?” a volte te la fanno passare. Ci vuole misura, uno stomaco di ferro, tanta voglia e un pò di magia: AbraCabral!

TUTTI I RISULTATI QUI.

Fallon experiment for Sony Hd

marzo 31, 2008

Blow up, figata.

marzo 5, 2008


http://www.iloveblow.com
Ancora non credo ai miei occhi.

1984 pro Obama

marzo 1, 2008

500 un auto non convenzionale

gennaio 16, 2008

Continuano senza sosta le attività legate al lancio della 500 in Europa. Dopo l’Inghilterra, anche la Germania ha firmato con un tocco di originalità (a dire il vero molto più che un tocco) le celebrazioni per l’arrivo della nuova 500, e la concomitante nomina ad auto dell’anno 2008.La città di Berlino, per la prima volta nella storia, ha concesso l’utilizzo della propria rete metropolitana per un’attività di non-conventional marketing davvero interessante.Oltre un milione e mezzo di viaggiatori, in transito per le 170 stazioni della metro berlinese, vedranno passare lungo i binari un vagone su cui sono state disposte due Fiat 500 bianco perlato, ed in mezzo un cartellone con su scritto: “Happy new car of the year everybody”.Gli americani direbbero Cool! A Milano in molti direbbero Figa, in molti direbbero no, in molti altri direbbero Nooooooooooo.A me piace parecchio.Lo spot per il mercato inglese. 

Cadbury’s gorilla

dicembre 11, 2007


La campagna per il cioccolato Cadbury. Giustamente grand prix all’ Epica Awards. Il testo della canzone. L’autore è il drago argentino della Fallon, Juan Cabral (lo stesso copy/art che ha ideato i 3 film per Sony Bravia ecc. ecc. ecc.)

grazie ad axe

dicembre 4, 2007

un viral fatto col cuore

novembre 10, 2007

Kevin Roberts live in Milan

ottobre 20, 2007

Gli schermi di nokia

ottobre 20, 2007

Wilkinson’s viral

ottobre 15, 2007

La trovo una magata in piena regola.
Un virale di sicura diffusione, prevedo epidemia.

stampa per insetticida

ottobre 13, 2007

CREDITS:
Advertising Agency: DDB Worldwide, Singapore
Creative Directors: Neil Johnson, Terrence Tan
Art Directors: Francis Tan,Joel Chin
Copywriter: Priti Kapur
Illustrator: Nil
Photographer: Willie Ang
Digital Imaging: Willie Ang(Miracle Factory)
Published: August 2007

Sugar Baby Love

ottobre 13, 2007


Campagna anti-aids firmata da Tbwa, un argento ai clio awards. Strameritato.

dove did it again

ottobre 2, 2007

scimmiato dai gossip

settembre 30, 2007

La cantante è una pazza. La loro musica pazzesca.

Ricerca Mckinsey sul web

settembre 30, 2007

articolo tratto da youmark

Per il web una bella notizia. Nel mondo sono sempre più numerosi i manager che hanno capito la sua importanza strategica. Una recente ricerca McKinsey, mostra come nelle azioni di marketing, dall’incremento della brand awareness ai servizi post vendita, quasi tutti ammettono l’imprescindibilità di questo media, anche se, contemporaneamente, altrettanti confidano di non ‘sfruttarlo’ abbastanza. La comune ragione è la carenza di professionalità specialistiche all’interno dell’azienda, ma anche la mancanza di proposte stimolanti da parte delle agenzie.
Al web è riconosciuto un ruolo basilare nel raggiungere il consumatore, potendo inserirsi nel suo processo decisionale. A monte la convinzione che per il 2010 la maggior parte degli stessi utilizzerà la rete per scoprire e informarsi su nuovi prodotti e servizi, con un terzo che addirittura acquisteranno direttamente online.
Molte aziende, infatti, imputano a questo tipo di vendite una quota pari al 10% di quelle complessive, ampliando la gamma dell’interazione in rete. Non solo mail, siti e advertising, ma coinvolgimento in piena ottica web 2.0. Dai blog agli online game, dal podcast ai social network, dai virtual world ai web service, a widget e wiki.
In merito alle aree di utilizzo degli strumenti digitali, va sottolineato come, eccezione fatta per il ‘pricing’, dove non sono ancora così numerosi i riscontri, per le restanti attività di marketing la presenza è consistente. Parliamo di ‘service management’, ‘sales management’, ‘advertising’ e ‘sviluppo prodotti’. Ovviamente con tutte le differenze esistenti da settore a settore. Così, se per il 65% dei manager high tech la pubblicità in rete ha assunto un ruolo fondamentale, nel manifatturiero può dire altrettanto solo il 39%. Va ricordato che non sempre l’accesso alle tecnologie abilitanti è così scontato. Per carenza di competenze specialistiche, ma anche perché la banda larga non è realtà uniformemente acquisita, mostrando diversità di penetrazione. Ad esempio, in Europa la utilizza meno del 50% della popolazione, contro il 60% degli Usa. Generalizzando, poi, emerge la maggior propensione al digitale delle aziende pubbliche e, comunque, di quelle realtà con fatturati superiori ai 30 miliardi di dollari.
Il canale più utilizzato per vendere servizi o prodotti è nel 79% dei casi il sito web, seguito dalla realizzazione di un proprio sito di e-commerce, piuttosto che dall’utilizzo di quelli esistenti, 42%. Solo l’8% degli intervistati ha trovato conveniente predisporre un vero e proprio store da ubicare in mondi virtuali. Quando, invece, l’obiettivo è il service management, nell’86% dei casi vincono le informazioni e le interazioni generate dal sito web dell’azienda. Il 78% degli intervistati, comunque, menziona anche l’e-mail, solo il 29% il ‘click to call’. C’è anche chi, 22%, crea un forum all’interno del proprio sito, così che i consumatori si aiutino a vicenda. In coda chat testuali (18%) e video (6%). Anche gli investimenti aumentano. Un terzo delle aziende già impegnate nell’advertising online, afferma di spendervi il 10% del budget complessivo e che, in una prospettiva triennale, tale percentuale aumenterà. L’11% di loro, addirittura, è certa che alla rete andrà la maggior parte degli investimenti in comunicazione. Alla base, la convinzione che questi nuovi mezzi siano più efficienti di quelli tradizionali. Nel dettaglio, poi, sono il ‘search’ e l’advertising online ad attrarre maggiormente. In ogni caso, la tendenza parla di una crescente integrazione tra campagne on e off line.
Ma non sono tutte ‘rose’. Per capire il fenomeno, infatti, vanno evidenziate anche i perché delle ‘barriere’ all’entrata. Principalmente si tratta di una sentita scarsità di capacità e competenze, non solo all’interno delle aziende, anche in seno alle agenzie. Seguono altre motivazioni, tra cui la difficoltà di misurare l’impatto delle azioni e l’esistenza di poche ricerche focalizzate sulle nuove opportunità digitali.
Infine uno sguardo al consumatore di domani. Per il 2010 ci si aspetta che incrementi ulteriormente il peso della rete nelle sue decisioni d’acquisto, sebbene non sembra mutare la gerarchia delle priorità. Al primo posto (63%) ci saranno ancora finalità informative, seguite dalla ricerca di novità su prodotti e servizi (55%), dall’utilizzo a scopo di servizio, specie post vendita (44%) e dalle esigenze di comparazione (41%). Gli acquisti online, pur restando fanalino di coda, assumono una rilevanza pari al 32%.

ignoranza inaccettabile

settembre 30, 2007

standing in the way of control

settembre 29, 2007