Archive for the ‘libri’ Category

libri: consigli per gli acquisti

dicembre 7, 2007

 

Elmore Leonard “Freaky Deaky” Einaudi

Ian McEwan “Chesil Beach” Einaudi

Cormac McCarty “Non è un paese per vecchi” Einaudi

Philip Roth “Il patrimonio” Einaudi

Le costanti creative di Munari

novembre 26, 2007

via Creative Classic

Nel piccolo tesoro che è Fantasia, il grande artista e designer Bruno Munari ci dà, tra le altre, una bella definizione di creatività. Tutto ciò che prima non c’era ma realizzabile in modo essenziale e globale. Inoltre Munari evidenzia alcune costanti del pensiero creativo: le operazioni base che avvengono nella nostra memoria mettendo in relazione i dati noti. Eccone l’elenco. ROVESCIARE LA SITUAZIONE, VEDERNE IL CONTRARIO RIPETERE, MOLTIPLICARE QUALCOSA CON O SENZA VARIAZIONI METTERE IN RELAZIONE ELEMENTI CHE ABBIANO AFFINITA’ VISIVE O FUNZIONALI CAMBIARE O SOSTITUIRE QUALCOSA: IL COLORE, IL PESO, LA MATERIA, IL LUOGO, LA FUNZIONE, IL MOVIMENTO, ECC. METTERE IN RELAZIONE COSE DIVERSE, FONDENDOLE IN UN’UNICA COSA METTERE IN RELAZIONE LE RELAZIONI: MISCHIARE TRA LORO LE OPERAZIONI 1-5, COMBINANDONE GLI EFFETTI. Basta dare un’occhiata alle produzioni artistiche o alle esecuzioni pubblicitarie correnti per confermare la validità delle scoperte di Munari. Il linguaggio pubblicitario, per sua natura costretto a impressionare, è destinato a forzare i segni, i simboli, le strutture sintattiche e semantiche dei linguaggi che cita, impasta, trasforma. E’ un gioco di contaminazioni che avviene alla luce del sole. I consumatori, ormai diventati competenti, si lasciano sedurre se e quando vogliono. E accettano di giocare con le esagerazioni pubblicitarie solo se queste non siano stupide, volgari, in qualche modo offensive. Per art, copy e planner d’agenzia il gioco si fa sempre più duro. 

formicare è fichissimo

novembre 14, 2007

un viral fatto col cuore

novembre 10, 2007

l’amore è un cane che viene dall’ inferno

novembre 3, 2007


…ti devi fottere un gran numero di donne
belle donne
e scrivere qualche decente poesia d’amore
e non preoccuparti per gli anni
e/o per i nuovi talenti.
bevi solo più birra
ancora e ancora birra
e và alle corse almeno una volta alla settimana
e vinci se puoi
imparare a vincere è duro
qualsiasi fesso può essere un buon perdente
e non dimenticare il tuo Brahms
e il tuo Bach e la tua birra
non fare troppa pratica
dormi fino a mezzogiorno.
evita le carte di credito
e di pagare alcunchè per tempo
ricorda che in questo mondo non c’è un culo
che valga più di 50 dollari (nel 1977).
e se hai la capacità di amare
ama innanzitutto te stesso
ma sii mpre cosciente della posibilità di una sconfitta totale
che la ragione di quella sconfitta ti sembri giusta o sbagliata
un prematuro assaggio di morte non è necessariamente una brutta cosa
stai lontano da chiese bar e musei,
e come il ragno sii
paziente
il tempo è la croce d’ognuno
oltre all’ esilio, alla sconfitta, al tradimento
a tutto quel ciarpame
stai con la birra
la birra è sangue continuo
un’amante continua
procurati una grossa macchina per scrivere
e mentre i passi vanno avanti e indietro fuori della tua finestra
picchia quella cosa, picchiala duro
fanne un combattimento da peso massimo
fanne il toro quando carica la prima volta
e ricordati dei vecchi cani
che hanno combattuto bene:
Hemingway,Celine, Dostoevskij, Hamsun.
se pensi che non siano diventati matti
nelle loo stanzette
proprio come sta succedendo a te adesso
senza donne
senza cibo
senza speranza
allora non sei pronto
bevi altra birra
c’è tempo. e se non c n’è
va bene lo stesso.

Napoli serenata calibro 9

ottobre 27, 2007

Luoghi comuni, rivelazioni ed episodi passati e recenti dell’ambiguo mondo neomelodico. Una galleria di storie ed immagini di un fenomeno meridionale: la globalizzazione nella marginalità. Il mercato della canzone napoletana, tra cerimonie, feste di piazza, trasmissioni televisive, produzioni discografiche e contraffazioni, produce un giro d’affari milionario che richiama l’interesse dei clan. Una storia di Napoli, raccontata attraverso scene di film e testi di canzoni, che svela gli aspetti “culturali” del potere camorrista. Dalla sceneggiata alla neomelodia si dipana un filo rosso che unisce, separando, le biografie artistiche di tanti interpreti della musica napoletana tra cui spiccano Mario Merola, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio e Pino Daniele.
Marcello Ravveduto è Dottore di Ricerca in Storia e Sociologia dei media e dell’industria presso l’Università di Salerno. Nel 1997 ha scritto Libero Grassi. Storia di un siciliano normale, edito dalla Ediesse. Nel 2006 ha pubblicato, insieme a Isaia Sales, Le strade della violenza per l’Ancora del Mediterraneo (Premio Napoli 2007 per la saggistica). Collabora con la cattedre di Storia Contemporanea e di Storia dei mezzi di comunicazione di massa presso il corso di laurea e la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno e de “La Sapienza” di Roma. È presidente dell’associazione antiracket “Coordinamento Libero Grassi”.

Stronzate

ottobre 22, 2007


Un saggio di Harry G. Frankfurt.”Uno dei tratti più salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione”, scrive l’autore nella prima riga di questo brillante saggio filosofico. Vacue scemenze infestano i dibattiti televisivi, le pagine dei giornali, la politica. Eppure mancava una chiara definizione delle stronzate, del loro significato e di quanto siano nemiche della verità ben più delle menzogne. Attraverso riflessioni su Wittgenstein, Pound, sant’Agostino, questo libro rigoroso e irriverente – clamoroso bestseller negli Stati Uniti – rappresenta un primo passo in direzione di una “teoria delle stronzate” e una brillante analisi critica della cultura contemporanea.

Wilkinson’s viral

ottobre 15, 2007

La trovo una magata in piena regola.
Un virale di sicura diffusione, prevedo epidemia.

CopyRisorse

ottobre 5, 2007

Cercando nel web materiale per il corso di copywriting, tra la quantità notevole di fuffa, ho scoperto alcune pepite.L’art director Arnie Presiado ha realizzato un librino dal titolo Modern Advertising Creative Tecniques: un utile strumento per risvegliare la creatività, la cui unica pecca è l’estrema sintesi che penalizza la comprensione di alcuni passaggi. Great Headlines Instantly! (pdf) è un libro completamente dedicato ai titoli: l’ha scritto Robert Boduch. E’ un testo pensato per i piccoli imprenditori (small business) e orientato al marketing diretto e alle lettere di vendita: manca totalmente la parte relativa al rapporto tra titolo e visual.

 

Il Dr. Joe Vitale scomoda l’ipnosi nel suo The Hypnotic Writing Master Course (pdf): un libro ricco di spunti e di insight sulla scrittura persuasiva. Potete scaricare lo Swipe File che “Mr. Fire” cita nel testo. L’avvertenza per questo tipo di approcci “allamericana” è: non applicate pedissequamente le “regole” che vengono impartite. Piuttosto trattatele come guidelines e stimoli per procedere nella scrittura.Però, non accontentatevi degli imitatori!Leggete l’originale cui sia Boduch sia Vitale (ma anche i vari copybloggers che dispensano consigli e suggerimenti) si sono ispirati (per usare un eufemismo): sto parlando di The ultimate sales letter di Dan Kennedy. E’ un testo fondamentale e insuperato: riporta il copywriting alla sua funzione concreta e spesso dimenticata di strumento di vendita.Infine, i 40 consigli per scrivere bene dispensati da Umberto Eco, che trovate nel Mestiere di Scrivere.

post tratto da creative classic.

La strada

ottobre 2, 2007


Il mio papà mi ha regalato queto libro.Questa è una breve sinossi: un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.
Questo è un brano che mi ha fulminato:
“…in quei primi anni le strade erano affollate di profughi imbacuccati dalla testa ai piedi.Protetti da maschere e occhialoni, seduti fra gli stracci sul bordo della strada come aviatori in rovina. Carriole piene di cianfrusaglie. Carri e carretti al seguito. Gli occhi spiritati in mezzo al cranio. Gusci di uomini senza fede che avanzavano barcollanti sul selciato come nomadi in una terra febbricitante. La rivelazione finale della fragilità di ogni cosa. Vecchie e spinose questioni si erano risolte in tenebre e nulla. L’ultimo esemplare di una data cosa si porta con sè la categoria. Spegne la luce e scompare. Guardati intorno. Mai è un sacco di tempo. Ma il bambino la sapeva lunga. E sapeva che mai è l’assenza di ogni tempo.”

L’insostenibile leggerezza dello scrivere

settembre 12, 2007

Questo brano è tratto da un libro che ho trovato su una bancarella a Roma, è un saggio di Simenon si intitola “l’età del romanzo” e parla del mestiere di  scrivere, dei ferri del mestiere e dell’ essere scrittori. Eccone un brano che mi ha fatto venire la pelle d’oca, come sempre.

“E’ facile sapere, a seconda dei risultati, se si è un buono o un cattivo operaio, buono o cattivo commerciante. Il curriculum di un funzionario riporta voti che misurano il suo valore. Per quasi tutti, esistono dei criteri, dei diplomi indiscussi. Un ingegnere è un ingegnere, un medico un medico, un avvocato un avvocato, che sia eccellente, buono, mediocre o pessimo. La sua capacità è stata riconosciuta una volta per tutte . Gli si è dato il diritto di esercitare la professione di sua scelta e il governo si sente responsabile del suo avvenire. Ma lo scrittore? Ma l’artista? Nessuno, nessun organo costituito gli ha accordato questo titolo. E’ lui che lo ha preso, senza sapere se aveva il diritto di adornarsene. Il compito che si è imposto, non gli è stato richiesto. Non risponde a nessuna necessità immediata ed è persino possibile che, tutto sommato, si riveli nocivo per la comunità. Chi rassicurerà quell’ uomo, chi deciderà se è riuscito o se ha fallito nella vita? Alcuni critici lo portano alle stelle. Vabbene! Ma un egual numero di critici lo trascinano nel fango. Il pubblico lo acclama? Intanto, ci sarà solo una parte del pubblico. Milioni di uomini restano indifferenti mentre altri sono ostinatamente ostili. Un premio? Una poltrona di accademico? Il favore di un governo? Si replicherà, spesso a ragion veduta, che questi non sono che segni di mediocrità, di abilità o di diplomazia. In definitiva, in fondo alla strada del destino che comincia nella solitudine di una camera di ragazzo , non c’è nulla, solo lo stesso ragazzo invecchiato, con un bagaglio di pagine annerite, stampate o sempre in attesa di un editore. E se, per miracolo, l’avventura si conclude con esequie nazionali , rimane la possibilità che una nuova generazione annienti quella gloria con un sorriso o un’alzata di spalle. Allora, pongo di nuovo la domanda: Perchè?

Perchè, da quando il mondo è mondo, tanti uomini, ai quali tutte le strade sono aperte, scelgono proprio quella che non porta da nessuna parte? 

la donna giusta

settembre 1, 2007

Conoscevo già il talento di questo grande scrittore, lo avevo molto apprezzato leggendo “le braci”, ma questo libro ha tutta l’aria di essere un capolavoro. Non voglio scrivere una recensione, voglio trascrivere alcune frasi che mi hanno colpito e che danno la cifra della grandezza di Sandor Marai. “…a volte mi sembra di essere un’apprendista defunto che si esercita per diventare un bravo cadavere…” “…non credo alle lacrime il dolore è asciutto e muto…” “…sopravvivere ai pericoli è la più grande forma di eroismo…” “…ha tentato l’impresa più difficile che un essere umano possa mai intraprendere nella vita. Sa che cosa ha fatto? Ha cercato di cancellare il sentimento con la ragione. Come se qualcuno con i più svariati artifici, tentasse di convincere un pezzo di dinamite a non esplodere…” “…i sentimenti non si manifestano nell’anima. Seguono un corso differente. Ma possono riversarsi sull’ anima come un fiume in piena su un terreno alluvionale…”

ancora sull’amore

luglio 20, 2007

Dopo mesi l’ho chiamata, ti amo le ho detto, anche io ti amo mi ha risposto. Ci siamo fatti un pò del male, nel frattempo abbiamo fatto l’amore. . Ma le cose non cambiano, e nella fattispecie non cambieranno mai. Ho trovato un libro di Marai  sul comodino,  lo ho aperto nel mezzo e ci ho trovato scritto: ” Qual era il problema con quella donna? Rancore, vanità. Il più delle volte, è questo che cova dietro ogni miseria e sventura umana. E’ la superbia, la paura-perchè a causa della loro vanità, le pesone non osano accettare il dono dell’ amore, ci vuole un gran coraggio a lasciarsi amare incondizionatamente. Un coraggio che è quai eroismo. La maggior parte delle persone non sa amare nè lasciarsi amare, perchè è vigliacca o superba, perchè teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poichè teme di svelare il proprio segreto…Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere al vivere”

breve appunto sull’amore

luglio 18, 2007

No. Chi sostiene che un uomo di presunto spessore possa essere infelice solo per una persona che ne sia all’ altezza intellettuale parla con la saggezza di chi non è innamorato. Ponendosi pressappoco nella stessa condizione di chi, da sano, si stupisca che qualcuno possa soffrire le pene dell’ inferno a causa di un essere cosi piccolo come il bacillo della tubercolosi.

Kotler: marketing management

luglio 11, 2007

 

L’ho preso stamattina, per alcuni è ancora la bibbia del marketing, per altri completamente superato. Qualcuno lo ha letto? .