Archive for the ‘leopardismi’ Category

Si può fare

gennaio 5, 2008

Leggo con gioia della vittoria alle primarie dell’ Iowa del candidato democratico Barack Obama. Contro ogni pronostico ha sbaragliato la Clinton. Migliaia di giovani in America si riappassionano alla politica e vanno a votare. Il sogno di un presidente afroamericano non è più una chimera. Forse si può fare. Pensare che le cose non cambieranno mai è il solo modo perchè le cose non cambino. Forza Barack.

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everibody gotta learn sometimes

dicembre 16, 2007


Ho da poco scoperto Michel Gondry, questo brano è la colonna sonora di un suo grandissimo film “se mi lasci ti cancello”.

piove, consoliamoci con Petrucciani

novembre 23, 2007

formicare è fichissimo

novembre 14, 2007

un viral fatto col cuore

novembre 10, 2007

l’amore è un cane che viene dall’ inferno

novembre 3, 2007


…ti devi fottere un gran numero di donne
belle donne
e scrivere qualche decente poesia d’amore
e non preoccuparti per gli anni
e/o per i nuovi talenti.
bevi solo più birra
ancora e ancora birra
e và alle corse almeno una volta alla settimana
e vinci se puoi
imparare a vincere è duro
qualsiasi fesso può essere un buon perdente
e non dimenticare il tuo Brahms
e il tuo Bach e la tua birra
non fare troppa pratica
dormi fino a mezzogiorno.
evita le carte di credito
e di pagare alcunchè per tempo
ricorda che in questo mondo non c’è un culo
che valga più di 50 dollari (nel 1977).
e se hai la capacità di amare
ama innanzitutto te stesso
ma sii mpre cosciente della posibilità di una sconfitta totale
che la ragione di quella sconfitta ti sembri giusta o sbagliata
un prematuro assaggio di morte non è necessariamente una brutta cosa
stai lontano da chiese bar e musei,
e come il ragno sii
paziente
il tempo è la croce d’ognuno
oltre all’ esilio, alla sconfitta, al tradimento
a tutto quel ciarpame
stai con la birra
la birra è sangue continuo
un’amante continua
procurati una grossa macchina per scrivere
e mentre i passi vanno avanti e indietro fuori della tua finestra
picchia quella cosa, picchiala duro
fanne un combattimento da peso massimo
fanne il toro quando carica la prima volta
e ricordati dei vecchi cani
che hanno combattuto bene:
Hemingway,Celine, Dostoevskij, Hamsun.
se pensi che non siano diventati matti
nelle loo stanzette
proprio come sta succedendo a te adesso
senza donne
senza cibo
senza speranza
allora non sei pronto
bevi altra birra
c’è tempo. e se non c n’è
va bene lo stesso.

Wilkinson’s viral

ottobre 15, 2007

La trovo una magata in piena regola.
Un virale di sicura diffusione, prevedo epidemia.

Back to kings of convenience

ottobre 9, 2007


giusto un pezzeto, qui trovate il testo
… fatevene una ragione l’amore non è poi una cosi grande verità.

La strada

ottobre 2, 2007


Il mio papà mi ha regalato queto libro.Questa è una breve sinossi: un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.
Questo è un brano che mi ha fulminato:
“…in quei primi anni le strade erano affollate di profughi imbacuccati dalla testa ai piedi.Protetti da maschere e occhialoni, seduti fra gli stracci sul bordo della strada come aviatori in rovina. Carriole piene di cianfrusaglie. Carri e carretti al seguito. Gli occhi spiritati in mezzo al cranio. Gusci di uomini senza fede che avanzavano barcollanti sul selciato come nomadi in una terra febbricitante. La rivelazione finale della fragilità di ogni cosa. Vecchie e spinose questioni si erano risolte in tenebre e nulla. L’ultimo esemplare di una data cosa si porta con sè la categoria. Spegne la luce e scompare. Guardati intorno. Mai è un sacco di tempo. Ma il bambino la sapeva lunga. E sapeva che mai è l’assenza di ogni tempo.”

scimmiato dai gossip

settembre 30, 2007

La cantante è una pazza. La loro musica pazzesca.

bella storia

settembre 28, 2007

Il primo videoclip con la copy

settembre 16, 2007

L’ultimo bagno

settembre 13, 2007

Settembre sarebbe il mese migliore per andare al mare, sarebbe perchè poi gira e rigira a settembre c’è sempre da cominciare o da ricominciare qualcosa. Oggi comunque c’era un gran sole e ne ho approfittato per fare l’ultimo bagno. Le altre foto le trovate qui

Black, one of my favourite

settembre 12, 2007

Il testo.

L’insostenibile leggerezza dello scrivere

settembre 12, 2007

Questo brano è tratto da un libro che ho trovato su una bancarella a Roma, è un saggio di Simenon si intitola “l’età del romanzo” e parla del mestiere di  scrivere, dei ferri del mestiere e dell’ essere scrittori. Eccone un brano che mi ha fatto venire la pelle d’oca, come sempre.

“E’ facile sapere, a seconda dei risultati, se si è un buono o un cattivo operaio, buono o cattivo commerciante. Il curriculum di un funzionario riporta voti che misurano il suo valore. Per quasi tutti, esistono dei criteri, dei diplomi indiscussi. Un ingegnere è un ingegnere, un medico un medico, un avvocato un avvocato, che sia eccellente, buono, mediocre o pessimo. La sua capacità è stata riconosciuta una volta per tutte . Gli si è dato il diritto di esercitare la professione di sua scelta e il governo si sente responsabile del suo avvenire. Ma lo scrittore? Ma l’artista? Nessuno, nessun organo costituito gli ha accordato questo titolo. E’ lui che lo ha preso, senza sapere se aveva il diritto di adornarsene. Il compito che si è imposto, non gli è stato richiesto. Non risponde a nessuna necessità immediata ed è persino possibile che, tutto sommato, si riveli nocivo per la comunità. Chi rassicurerà quell’ uomo, chi deciderà se è riuscito o se ha fallito nella vita? Alcuni critici lo portano alle stelle. Vabbene! Ma un egual numero di critici lo trascinano nel fango. Il pubblico lo acclama? Intanto, ci sarà solo una parte del pubblico. Milioni di uomini restano indifferenti mentre altri sono ostinatamente ostili. Un premio? Una poltrona di accademico? Il favore di un governo? Si replicherà, spesso a ragion veduta, che questi non sono che segni di mediocrità, di abilità o di diplomazia. In definitiva, in fondo alla strada del destino che comincia nella solitudine di una camera di ragazzo , non c’è nulla, solo lo stesso ragazzo invecchiato, con un bagaglio di pagine annerite, stampate o sempre in attesa di un editore. E se, per miracolo, l’avventura si conclude con esequie nazionali , rimane la possibilità che una nuova generazione annienti quella gloria con un sorriso o un’alzata di spalle. Allora, pongo di nuovo la domanda: Perchè?

Perchè, da quando il mondo è mondo, tanti uomini, ai quali tutte le strade sono aperte, scelgono proprio quella che non porta da nessuna parte? 

Che peccato

settembre 12, 2007


Il 14 ottobre Keith Jarrett (il più grande pianista vivente) suonerà alla Scala di Milano. Peccato che costi dai 150 ai 250 euro, sarà per un’altra volta. Per fortuna l’ho già sentito due volte e dunque mi rode un pò di meno.

ancora sull’amore

luglio 20, 2007

Dopo mesi l’ho chiamata, ti amo le ho detto, anche io ti amo mi ha risposto. Ci siamo fatti un pò del male, nel frattempo abbiamo fatto l’amore. . Ma le cose non cambiano, e nella fattispecie non cambieranno mai. Ho trovato un libro di Marai  sul comodino,  lo ho aperto nel mezzo e ci ho trovato scritto: ” Qual era il problema con quella donna? Rancore, vanità. Il più delle volte, è questo che cova dietro ogni miseria e sventura umana. E’ la superbia, la paura-perchè a causa della loro vanità, le pesone non osano accettare il dono dell’ amore, ci vuole un gran coraggio a lasciarsi amare incondizionatamente. Un coraggio che è quai eroismo. La maggior parte delle persone non sa amare nè lasciarsi amare, perchè è vigliacca o superba, perchè teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poichè teme di svelare il proprio segreto…Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere al vivere”

blogopedie

luglio 18, 2007

E fu così che i «diaristi anonimi dalla sessualità incerta» (definizione coniata a Napoli nel «lontano» 2004, a margine di una tavola rotonda su weblog e scrittura) si trasformarono negli interlocutori più ambiti dal mondo del business. I blog, altrimenti detti «diari online», compiono 10 anni e si prendono la rivincita: più dinamici dei siti, conquistano i vertici dei motori di ricerca, diventando la nuova frontiera del marketing globale.

Un anniversario trionfale, celebrato da siti e media tradizionali, dal Guardian al Wall Street Journal. Una data «ufficiale» di fatto non c’è, ma i miti tramandati nella Rete sono concordi nell’identificare Dave Winer come «il» protoblogger, colui che nel 1997 sviluppò il software da cui prese il via l’ultima rivoluzione di Internet. Il termine weblog, «traccia su rete», nacque pochi mesi dopo. Da lì all’abbreviazione in blog, il passo fu breve. «Si potrebbe definirlo un punto di presenza personale all’interno della Rete — sintetizza Giuseppe Granieri, autore di «Blog Generation» (Laterza) e blogger su bookcafe. net —,un’enorme redazione collettiva che svolge una funzione importante di emersione dei contenuti del web». Ce n’è di ogni tipo: personali o politici, vlog (con i video) o urban blog (dedicati a una città). Crearli è facile, per tenerli in vita bastano passione e ritagli di tempo. Oggi, secondo l’ultimo censimento di Technorati, ne esistono più di 70 milioni. Alcuni non sono più attivi, altri sono aggiornati di rado; di fatto, però, ogni secondo, in qualche angolo sperduto del mondo, un nuovo blog emette il suo primo vagito telematico.

Il blog, per i suoi sostenitori, è un’onda d’urto democratica. In occasione dell’11 settembre o dello tsunami, i media si fecero bagnare il naso dai blogger, veri campioni del citizen journalism, il «giornalismo dal basso». Bloggano i politici (il più tecnologico, con tanto di sbarco su Second Life, è Antonio Di Pietro), i manager (si chiamano corporate blog), gli scrittori. Qualche blogger ha compiuto il percorso inverso ed è diventato una celebrità, dall’inglese Belle de Jour all’italiana Pulsatilla. Gli italiani, ecco. «Siamo ancora una comunità ristretta — spiega Granieri — per problemi di lingua e cultura: qui si è iniziato a sdoganare il blog solo nel 2005». «I media ci valorizzano poco —aggiunge Luca Conti, re dei blogger con il suo Pandemia — mentre all’estero siamo spesso considerati come fonti».

Dalla classifica BlogBabel esce comunque l’istantanea di una blogosfera in cui la fama nel «mondo esterno» vale come un asso di picche: per i profani, i top blogger italiani sono quasi emeriti sconosciuti, compreso quel Gianluca Neri autore dello scoop del rapporto Usa sul caso Calipari. Due le eccezioni: Beppe Grillo e Luca Sofri. Ma dallo scorso autunno, qualcosa si è mosso. Sulle scrivanie dei manager europei è comparsa una ricerca Ipsos sull’influenza dei blog per l’orientamento agli acquisti «e le aziende — spiega Conti — hanno capito che avere buone relazioni con noi è vantaggioso: ben posizionati sui motori di ricerca, con un’ampia rete di contatti… e ora ci danno la caccia». Con buona pace di Bruce Sterling, il padre del cyberpunk che pronosticava la fine dei blog nel 2017, la second life dei blogger è appena iniziata.

Gabriela Jacomella dal corriere della sera

breve appunto sull’amore

luglio 18, 2007

No. Chi sostiene che un uomo di presunto spessore possa essere infelice solo per una persona che ne sia all’ altezza intellettuale parla con la saggezza di chi non è innamorato. Ponendosi pressappoco nella stessa condizione di chi, da sano, si stupisca che qualcuno possa soffrire le pene dell’ inferno a causa di un essere cosi piccolo come il bacillo della tubercolosi.

il piano di G.Allevi

luglio 16, 2007