Archive for the ‘facts & politix’ Category

Droga5 for Obama

ottobre 19, 2008

“remember Al Gore fucked by Florida?”

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Cannes 2008, tutto bene, peccato per Servillo.

maggio 25, 2008

Gomorra di Garrone vince il gran premio della giuria. Paolo Sorrentino vince il premio della giuria con Il Divo. L’immenso Tony Servillo non vince la palma come miglior attore, sconfitto da Benicio Del Toro. Prevedibile. Che Guevara contro Andreotti. Non c’è partita. Sono contentissimo. Poi dice che gli italiani non vincono mai a Cannes.

Napoli

aprile 8, 2008

Sul blog di Marco Fossati (inesauribile miniera di spunti, link & risorse) ho letto questo bellissimo testo firmato da Marco Mignani per Voiello.

Napoli.

Quale altra cucina al mondo poteva dare più gusto alle Penne che ai pennuti?

Quando il pollo è cibo da signori, cosa resta al popolo?
Sì, le penne.
E, a Napoli, con gusto e fantasia, le Penne sono diventate una sfida al coq au vin, al fagiano in casseruola e anche al tacchino ripieno.
Il Pastificio Giovanni Voielle ne prepara dieci diversi tipi: una famiglia numerosa, come si usa al Sud, quasi una dinastia. Due capostipiti, le lisce e le rigate, che diventano Penne Grandi e Normali, Mezze Penne e Pennette, Penne Piccole, a candela e Mezzani. A voi decidere se preferire le lisce, morbide al palato, o le rigate (rigate anche dentro, l’unico pastificio a farle così!) che trattengono più sugo.
A voi decidere se farle al forno, o con sughi legati, o con un leggeo pomodoro.
Noi napoletani non abbiamo dubbi. Anche se venisse un Enrico IV a prometterci la poule au pot, noi gli diremmo:
maestà, e se invece ci facessimo subito due penne?

Incuriosito, ho scoperto che Marco Mignani è lo stesso copy che ha scritto il celebre “milano da bere.”

Tra un pò si vota. Per modo di dire.

marzo 29, 2008

Mala tempora currunt. Et peiora secuntur. Sic.     

Blow up, figata.

marzo 5, 2008


http://www.iloveblow.com
Ancora non credo ai miei occhi.

Zapatero, rosso e verdone

marzo 5, 2008

1984 pro Obama

marzo 1, 2008

formicare è fichissimo

novembre 14, 2007

Lynch for Gucci

ottobre 28, 2007

Napoli serenata calibro 9

ottobre 27, 2007

Luoghi comuni, rivelazioni ed episodi passati e recenti dell’ambiguo mondo neomelodico. Una galleria di storie ed immagini di un fenomeno meridionale: la globalizzazione nella marginalità. Il mercato della canzone napoletana, tra cerimonie, feste di piazza, trasmissioni televisive, produzioni discografiche e contraffazioni, produce un giro d’affari milionario che richiama l’interesse dei clan. Una storia di Napoli, raccontata attraverso scene di film e testi di canzoni, che svela gli aspetti “culturali” del potere camorrista. Dalla sceneggiata alla neomelodia si dipana un filo rosso che unisce, separando, le biografie artistiche di tanti interpreti della musica napoletana tra cui spiccano Mario Merola, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio e Pino Daniele.
Marcello Ravveduto è Dottore di Ricerca in Storia e Sociologia dei media e dell’industria presso l’Università di Salerno. Nel 1997 ha scritto Libero Grassi. Storia di un siciliano normale, edito dalla Ediesse. Nel 2006 ha pubblicato, insieme a Isaia Sales, Le strade della violenza per l’Ancora del Mediterraneo (Premio Napoli 2007 per la saggistica). Collabora con la cattedre di Storia Contemporanea e di Storia dei mezzi di comunicazione di massa presso il corso di laurea e la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno e de “La Sapienza” di Roma. È presidente dell’associazione antiracket “Coordinamento Libero Grassi”.

how to make a masterpiece with a droodle

ottobre 20, 2007

Saatchi & Saatchy, Oackland

Kevin Roberts live in Milan

ottobre 20, 2007

Wilkinson’s viral

ottobre 15, 2007

La trovo una magata in piena regola.
Un virale di sicura diffusione, prevedo epidemia.

Fila’s viral

ottobre 9, 2007


🙂

3/10 congresso freelance al Naba

ottobre 1, 2007


per info:

www.bolleblu.info
www.adci.it

olympus shark

ottobre 1, 2007

gisele c’est toujour gisele

settembre 30, 2007

Lei è dappertutto, superstar del “manifesto” di YSL. Qui vende i suoi sandali.Poesia.

reuters su Nolita

settembre 30, 2007


L’insostenibile leggerezza dello scrivere

settembre 12, 2007

Questo brano è tratto da un libro che ho trovato su una bancarella a Roma, è un saggio di Simenon si intitola “l’età del romanzo” e parla del mestiere di  scrivere, dei ferri del mestiere e dell’ essere scrittori. Eccone un brano che mi ha fatto venire la pelle d’oca, come sempre.

“E’ facile sapere, a seconda dei risultati, se si è un buono o un cattivo operaio, buono o cattivo commerciante. Il curriculum di un funzionario riporta voti che misurano il suo valore. Per quasi tutti, esistono dei criteri, dei diplomi indiscussi. Un ingegnere è un ingegnere, un medico un medico, un avvocato un avvocato, che sia eccellente, buono, mediocre o pessimo. La sua capacità è stata riconosciuta una volta per tutte . Gli si è dato il diritto di esercitare la professione di sua scelta e il governo si sente responsabile del suo avvenire. Ma lo scrittore? Ma l’artista? Nessuno, nessun organo costituito gli ha accordato questo titolo. E’ lui che lo ha preso, senza sapere se aveva il diritto di adornarsene. Il compito che si è imposto, non gli è stato richiesto. Non risponde a nessuna necessità immediata ed è persino possibile che, tutto sommato, si riveli nocivo per la comunità. Chi rassicurerà quell’ uomo, chi deciderà se è riuscito o se ha fallito nella vita? Alcuni critici lo portano alle stelle. Vabbene! Ma un egual numero di critici lo trascinano nel fango. Il pubblico lo acclama? Intanto, ci sarà solo una parte del pubblico. Milioni di uomini restano indifferenti mentre altri sono ostinatamente ostili. Un premio? Una poltrona di accademico? Il favore di un governo? Si replicherà, spesso a ragion veduta, che questi non sono che segni di mediocrità, di abilità o di diplomazia. In definitiva, in fondo alla strada del destino che comincia nella solitudine di una camera di ragazzo , non c’è nulla, solo lo stesso ragazzo invecchiato, con un bagaglio di pagine annerite, stampate o sempre in attesa di un editore. E se, per miracolo, l’avventura si conclude con esequie nazionali , rimane la possibilità che una nuova generazione annienti quella gloria con un sorriso o un’alzata di spalle. Allora, pongo di nuovo la domanda: Perchè?

Perchè, da quando il mondo è mondo, tanti uomini, ai quali tutte le strade sono aperte, scelgono proprio quella che non porta da nessuna parte? 

Che peccato

settembre 12, 2007


Il 14 ottobre Keith Jarrett (il più grande pianista vivente) suonerà alla Scala di Milano. Peccato che costi dai 150 ai 250 euro, sarà per un’altra volta. Per fortuna l’ho già sentito due volte e dunque mi rode un pò di meno.