Fuori, orario

Che periodo. (la Testa dice che il punto esclamativo non va messo mai).Da tagliare le gambe a un elefante. Tutto si accavalla, come la pelle di uno chow-chow. Periodo da cani, cinesi oltretutto. Alle prese con il dover cambiare tutto: aria, città, forma mentis. L’amore può spezzarti le gambe e tornare come una fitta quando cambia il tempo. Ansie varie, speranze vaghe: finire la tesi, consegnarla mentre il professore mi incalza, mettere la parola fine ad anni di inutili studi in giurisprudenza. E’ un miracolo che non mi sia fottuto il cervello con tutte quelle stronzate. Occasioni che arrivano e che, purtroppo, devo prendere a piccoli morsi. Stando attento che nessuno mi veda mentre mastico. Tenere tutto insieme è un travaglio impossibile. A volte mi sento come un bichhiere di palstica poggiato troppo vicino alla brace del mio camino. Per fortuna arrivano i sogni a tirarmi via in tempo. Mi accadono cose stranissime e tutte insieme. Sembra after hours, ma purtroppo non è un film. Stringere i denti fino a farmi sanguinare le gengive. E poi battere il ferro senza farlo raffreddare mai. Sarà un caso, una prova, qualche sadico remix della legge di Murphy o semplicemnte la vita. Ho bisogno di mettere un punto. E di ricominciare più forte di prima. Never give up. Per fortuna c’è il pianoforte dare armonia a tutta questa disordinata malinconia.

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Una Risposta to “Fuori, orario”

  1. ohmymarketing! Says:

    e dai, su.
    max

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